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      <title>Il Pesa-Nervi</title>
      <link>http://pesanervi.diodati.org/</link>
      <description>E ve l'ho già detto: niente opere, niente lingua, niente parola, niente spirito, niente. Niente, se non un bel Pesa-Nervi. Una sorta di stazione eretta e incomprensibile in mezzo a tutto nello spirito.</description>
      <language>it</language>
      <docs>http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss</docs>
      <managingEditor>pesanervi@diodati.org</managingEditor>
      <webMaster>michele@diodati.org</webMaster>
      <item>
         <title>Commento all'articolo "Operazione Orion"</title>
         <link>http://pesanervi.diodati.org/pn/?y=332#rif2464</link>
         <description>ascasd</description>
         <author>adasdas@asd.it (asdasdas)</author>
         <pubDate>Fri, 02 Jul 2010 09:48:03 +0100</pubDate>
      </item>
      <item>
         <title>Commento all'articolo "La scienza, il paranormale e la pseudoscienza - 2"</title>
         <link>http://pesanervi.diodati.org/pn/?y=34#rif2463</link>
         <description>In teoria l&#39;omeopatia è nata come cura dello spirito e non del corpo. Come dire, la malattia fisica è il sintomo di una mancanza di consapevolezza, completezza. Il prodotto omeopatico dovrebbe dare quella consapevolezza. Il problema è nato quando si è cercato di fare dell&#39;omeopatia una scienza. Un omeopata serio non cercherà mai di dimostrare l&#39;efficacia che ha sul corpo, perchè sa bene che non ne ha!!O almeno non è li che dovrebbe agire. Se c&#39;è in gioco la vita, un omeopata serio non negherebbe mai un intervento medico tradizionale, anzi generalmente usa l&#39;omeopatia in modo complementare. Il fatto della diluzione è di prendere la sostanza e di ricavarne &quot;l&#39;informazione&quot; che non sarà mai analizzabile, per quanto alcuni omeopati stessi vogliano farlo.  Secondo questa visione la memoria dell&#39;acqua e il modo in cui viene preparato il prodotto, fa si che il principio dietro a cui sta la sostanza madre, resta come informazione, impressa nell&#39;acqua mentre avvanzando con la diluzione ovviamente la materia scompare. Ma è proprio questa l&#39;intenzione!! Meno materia c&#39;è e più informazione &quot;spirituale&quot; è presente.   Prendiamo le parole: cane, gatto, giraffa, leone. Secondo una classificazione scientifica si possono inserire all&#39;interno della categoria &#39;animali&#39;. Ma prendiamo le parole: morte, nero, depressione, inconscio. Secondo una classificazione scientifica non hanno nessuna caratteristica materiale che permette di raggrupparle all&#39;interno di una stessa categoria. Queste parole pur non avendo nessun motivo dimostrabile possono però essere raggruppate all&#39;interno di uno stesso gruppo che chiameremo principio x. Nessuno si immagina la depressione con un bel colore giallo!!! Ecco che se voglio curare un depresso gli farò ascoltare musica deprimente, lo farò vestire di nero, e gli daro quella &quot;sostanza&quot; che appartiene al principio X. Il simile cura il simile. Invece con un approccio allopatico gli si farebbe ascoltare musica allegra, ecc... Guardiamo come si fa a superare un lutto!Si sta in casa, ci si veste di nero, si piange, fino a che spontaneamente la vita riprenderà il proprio corso.  ... Purtroppo mi sono addentrato in un discorso troppo lungo e complesso, e che non può essere affrontao così,  ma è stata tirata fuori l&#39;omeopatia! Secondo me affrontata in un altro modo, l&#39;omeopatia può far riflettere. Poi che ci siano ciarlatani o incapaci in buona fede, che dire, il campo è favorevole. Ci sono anche psicologi pedofili e con ciò?Penso che gli omeopati seri non cercheranno di dimostrare mai nulla, perchè il problema qui non è di trovare le pillole dagli effetti miracolosi, ma di intraprendere una strada che porti a conoscere un pò più se stessi, a livello di coscienza.  Personalmente non mi sono ancora fatto una chiara opinione in merito, ho cercato semplicemente di riportare il più correttamente possibile  la visione meno conosciuta dell&#39;omeopatia. Penso sia comunque degna di un maggiore approfondimento :)  Concordo invece di più con l&#39;igienismo. Finito il mio percorso di tecnico chimico - biologico non riuscivo neppure a mangiare senza lavarmi le mani per l&#39;ansia dei batteri!!Non mi stupisco che ai medici siano stati talmente ripetuti tanti concetti che è difficile liberarsene. Per non parlare che a nessuna industria farmaceutica farebbe comodo una popolazione sana. Guarda la Gsk, che ha lasciato la sede di Verona. Tra i diversi motivi anche il fatto che restare nei limiti di legge riguardo gli scarichi inquinanti era troppo costoso. Ecco che basta andare all&#39;estero che si fanno tutte le schifezze che si vogliono!! Questi non sono ciarlatani?!Sono gli stessi che mi dicono cos&#39;è meglio per la mia salute. Si parla sempre di prove. Guardiamo il ciclismo. La maggior parte delle analisi (passate e presenti)antidoping &quot;dimostrano&quot; che la maggior parte dei ciclisti non fa uso di doping. Peccato che la realtà è ben diversa. Le cose spesso non sono come sembrano, e lo si capisce quando si vive tra la gente, e non solo stando sui libri per 10 anni, scambiando l&#39;uomo per una macchina.   Riguardo al discorso su tribù e popoli non industrializzati non sono pienamente d&#39;accordo, ma per il momento ho già scritto abbastanza! Il mio intervento era comunque per dire che almeno in medicina, nonostante il metodo scientifico, molte volte i risultati ottenuti sono a dir poco ridicoli. Inoltre nell&#39;articoli si parlava che il farmaco deve superare determinati parametri come innoquità, efficacia ecc... Mi sembra che la reatà dei fatti sia ben diversa. Sia chiaro che con ciò non nego la scienza, anzi ben venga. Viva il riscaldamento, viva l&#39;Aulin dopo l&#39;estrazione del dente del giudizio!!!! :) Spero sia chiaro ciò che intendevo    Ciao  </description>
         <author>franchetto1@virgilio.it (Alessandro)</author>
         <pubDate>Thu, 01 Jul 2010 09:27:08 +0100</pubDate>
      </item>
      <item>
         <title>Commento all'articolo "La scienza, il paranormale e la pseudoscienza - 2"</title>
         <link>http://pesanervi.diodati.org/pn/?y=34#rif2462</link>
         <description>Ciao Alessandro, lo scopo del saggio di Vanzetto non è dimostrare l&#39;infallibilità della medicina &quot;tradizionale&quot;, cioè di quella basata sul metodo scientifico per intenderci, ma dimostrare - tra le tante altre cose - che i principi su cui si basa l&#39;omeopatia sono assolutamente insostenibili. Pensare che diminuire proporzionalmente le dosi di un &quot;farmaco&quot; diluito nell&#39;acqua (peraltro dove non vi è alcuna prova scientifica dell&#39;efficacia di quel &quot;farmaco&quot;) ne aumenti addirittura il potere curativo è ciarlataneria elevata all&#39;ennesima potenza.  Per quanto riguarda il pensiero magico, a me sembra plausibile che la salute di antiche popolazioni dipendesse non tanto dall&#39;efficacia delle cure magiche quanto dal contesto in cui vivevano: attività fisica forzata dalla mancanza di tecnologie e una lotta per la vita quotidiana che non ammetteva depressioni, grazie anche al forte sostegno della vita comunitaria. E in ogni caso l&#39;aspettativa di vita dell&#39;uomo è oggi, grazie alla scienza medica e a vari altri fattori, incomparabilmente superiore a quella che fosse l&#39;aspettativa - e anche la qualità - di vita in contesti primitivi retti dal pensiero magico.</description>
         <author>non@inserito.info (Michele Diodati)</author>
         <pubDate>Wed, 30 Jun 2010 18:16:11 +0100</pubDate>
      </item>
      <item>
         <title>Commento all'articolo "La scienza, il paranormale e la pseudoscienza - 2"</title>
         <link>http://pesanervi.diodati.org/pn/?y=34#rif2461</link>
         <description>Salve, volevo chiedere dei chiarimenti riguardo alla medicina tradizionale. Io mi chiedo dove sono tutti questi risultati, &quot;figli&quot; del metodo scientifico. E&#39; indubbio che ci siano prodotti la cui efficacia non si può discutere, ma non si può negare che ce ne siano tanti altri, che oltre a funzionare ben poco, fanno più male che altro. Prendiamo per esempio gli psicofarmaci, se fossero così utili, la depressione sarebbe solo un ricordo. Anzi da poco si è visto che alcuni, nei pazienti più giovani inducono al suicidio.  Per non parlare di quei farmaci immessi nel mercato e poi ritirati, o magari legali in uno stato e in un altro no. Quante persone, anche anziane (con tutti i rischi del caso) vengono operate per poi scoprire che non era necessario! Quante persone morte per complicazioni non ben chiare. Quante persone devastate dagli effetti collaterali dei farmaci, quando il loro uso non era poi così necessario.  Con il metodo scientifico si ridicolizza il pensiero cosidetto magico infantile. Grazie a quest&#39;ultimo però molti popoli sono riusciti per secoli, a non conoscere malattie come la depressione, gli attacchi di panico, e tanto altro.  Non sto affermando che la scienza sia inutile e tutte le cose alternative buone. E&#39; da anni che cerco di capire un possibile equilibrio, in un campo dove troppo spesso c&#39;è l&#39;estremismo, sia di una fazione che dell&#39;altra.  E&#39; un bel casino :) Forse il problema è quando si confonde un simbolo con un qualcosa di reale e tangibile. Quando si cerca di trasformare dei pensieri (anche infatili) utili al proprio equilibrio in un qualcosa di manifesto. Comunque questo è un altro discorso. ciaooo</description>
         <author>franchetto1@virgilio.it (Alessandro)</author>
         <pubDate>Wed, 30 Jun 2010 14:20:57 +0100</pubDate>
      </item>
      <item>
         <title>Commento all'articolo "Madri che uccidono i figli"</title>
         <link>http://pesanervi.diodati.org/pn/?y=126#rif2460</link>
         <description>sono rimasta sconvolta da questi articoli, oddio io sto tutto il gg kon i miei figli uno a 13 mesi e la piccola 2 a volt possono anche essere fastidiosi ma non si arriva a questi punti nn ho mai pensato di uccidere i miei figli io li amo sono parte d me e senza di loro sarei io a morire... non giustifichiamo le mamme con kuesta depressione, non e per tutte cosi, come si fa a mettere un neonato nello zainetto e a cucirgli la bocca kon una spillatrice? questo nn e un raptus, stiamo andando contro natura l&#39;amore fra madre e figllio e una cosa speciale non si puo spiegare nn posso pensare come sono morti tutti questi bimbi .. guardo la mia piccola e penso che non tutti i bambini pultroppo sono fortunati come lei... io dico ma se nn li volete ( che poi finiscono nei cassonetti ) se nn vi sentite pronti nn fate i figli!!!!!! darei la pena di morte a chi ha seviziato i corpicini di neonati e altri...</description>
         <author>antonino.evelyn@hotmail.it (leila)</author>
         <pubDate>Wed, 30 Jun 2010 06:36:56 +0100</pubDate>
      </item>
      <item>
         <title>Commento all'articolo "Kafka è nato a Vienna? Non mi risulta"</title>
         <link>http://pesanervi.diodati.org/pn/?y=364#rif2459</link>
         <description>ho appena finito di leggere quello scritto di goethe. alcune situazioni non sono cambiate per niente come il razzismo del nord al sud, che ci definiscono scansafatiche, o il fatto che a napoli ci sono sempre più genti povere ( ringrziamo ai politici che ci governano) altre cose sono un pò cambiate come il lavorare per godere, (in effetti oggi si vive per lavorare) o il saper godere la vita.  
spero che un domani Napoli possa risplendere nella sua ricchezza,perchè questa città se lo merita, e noi napoletani dovremmo fare la nostra parte...</description>
         <author>n-any@live.it (nany)</author>
         <pubDate>Fri, 04 Jun 2010 16:18:06 +0100</pubDate>
      </item>
      <item>
         <title>Commento all'articolo "Catullo e l&#39;euro"</title>
         <link>http://pesanervi.diodati.org/pn/?y=91#rif2458</link>
         <description>Quando lo scrissi, l&#39;articoletto sembrò a qualcuno irriverente e stravagante. Il mio scopo era nobile, però: nell&#39;oscurità, additare a tutti una lettura che fosse illuminante. Nell&#39;odierna crisi europea, giunge speranzosa e ironica da Guido Ceronetti, grande traduttore di Catullo, una dichiarazione d&#39;amore all&#39;Euro. 
 

EURO AMORE MIO BELLO E SPIETATO
EURO! L&#39;ho amato, gli sono stato grato, fin dal primo giorno, quando la Lira lo lasciò padrone del campo, solo, e i lerci diecimila, i maleodoranti mille finivano nell&#39;incineratore bancario e, croccanti, gli scarsi Euro corrispondenti erano accolti dai nuovi giubilanti portamonete. Oh quanti, in Italia, fin dal fragrante sbocciare della Repubblica Italiana nella brancicante, appiccicosa storia europea, avevano atteso che la moneta cambiasse o almeno fosse drasticamente svalutata, facendo di colpo, di mille, una lira soltanto - UNA, ma rifatta vergine, intrepida, combattiva, degna di un popolo vinto in guerra che raccoglie le forze che si oppongono alla morte e acchiappa, correndo a piedi nudi, il volante invincibile di Varzi e di Nuvolari. 
Ci fu un eroe, un bravo Achille, il liberale Epicarmo Corbino: era ministro del Tesoro e fece il possibile per riacciuffare la lira attratta dal nero pozzo e proiettarla ripulita ad altezza di marco - ma da sinistra gli minacciavano forca, garrote, ruota, squartamento. In tutti i cortei sindacali c&#39;era sempre almeno un cartello con la silhouette di un penduto e la scritta: «Corbino a morte». Non volevano, quei raffinati psicologi, che i loro amati «lavoratori» si trovassero una busta-paga sgonfia invece che pallone, e se la prendessero con loro che non gli garantivano la gonfiatura perpetua rifilandogli una moneta asettica invece di una sputtanata. Ma non  erano così scemi, come opinavano i Vertici, quei Trabajadores! Forse che l&#39;euro, misura tardiva e molto più traumatica, è stato accolto male? Forse che nei cortei falciuti sono apparsi cartelli di «Prodi a morte»? 
Sarà pur ricorso a trucchi mediterranei Prodi, per far salire la penisola della malalira sul Treno Reale dell&#39;euro, nordico, spietato, ma resta il titolo suo di gloria, la più medagliabile delle sue benemerenze patrie! 
Tanto poco m&#39;intendo di queste cose che non ho mai cercato di capire perché invece di uguale a Lire Duemila nette l&#39;italo-euro abbia subito per unità il cambio a Quasi-Due, generando equivoci perfino linguistici sull&#39;equivalenza. Per un anno si fece ricorso alle macchinette, per molto meno i cartellini esibirono il doppio prezzo; poi ci si accorse che il demiurgo Commercio, sopprimendo questi iniziali pudori, faceva circolare dappertutto un Euro nudo, spuntato come dal nulla, al cambio chiarificatore di UN EURO A VALORE LIRE MILLE DEFUNTE. 
Era fatta, e la fregatura fu digerita  -  ma troppo Mediterraneo fattuale e concettuale (Ellade, Italia, Spagna, insieme a Portogallo e a, mi pare, Irlanda) rischia di far fiorire sotto i portichetti di una estesa porzione di Europa una pluralità di Gioco delle Tre Carte, in cui il solo compare vince. 
Dieci anni di euro (con l&#39;augurio che diventino venti o trenta) non sono stati un salvagente etico di queste nazioni alla deriva morale; ma hanno sbarrato la strada, certamente, a più d&#39;una catastrofe monetaria e avvicinato, nella pace (un pochino verminosa, sia pure) del portafogli e di più acrobatiche transazioni, popoli diversi butterati da guerre che parevano senza fine. Parti da Roma e arrivando a Brest, a Lubecca, ai confini della Russia, il pezzetto di carta identico dappertutto ti evita il palo dell&#39;obbligo del Cambio, ti medica in parte la paura del luogo ignoto, ti fa sentire, anche se mediocremente fornito, un portatore di moneta forte - dunque un signore rispettabile, uno che, essendo dell&#39;euro è, per incantesimo, della famiglia, - dunque perché lasciarlo morire dissanguato? 
Per mille ragioni, un cittadino che non era più giovane al sorgere dell&#39;euro (e figuriamoci cos&#39;è adesso: un malato della durata della vita) dichiara qui la sua trepidazione per l&#39;euro in quanto sostegno, braccio, corrimano, suola antiscivolo. Della sua fantasmatica antisostanza finanziaria mi confesso ignorante come un guardiano di pecore: è un limbo che mi fa paura, ma l&#39;euro cartaceo della BCE è un lume, una striscia pedonale, un salvacondotto per attraversare il nemico. 
Sul salvataggio della Grecia mediante assunzione del debito faccio questa riflessione: scendere a recuperare uno che sta asfissiando in una fogna può fare vittime a catena. È una sfida etica. 
Fa stralunare che lo Stato spagnolo abbia fatto, o stia facendo ancora, la spesa suicida di duemilacinquecento euro per ogni nuova nascita! Tale è la paura di scomparire da questa lacrimevole storia? 
Il timore di vedermi rivomitare in faccia una lazzarona di lira gonfiata, di pagare un giornale cinquemiladuecentocinquanta invece di un euro in caduta col paracadute che me lo vende uno e venti, mi rammenta la parola evangelica: è cane che ritorna al suo vomito. 
Vade retro, lira!! Euro - anche con bussola deviante - amore mio. Euro mon amour, my love, agàpimu, meine Liebe, mí querído!! 
- (Corriere della Sera, 1 giugno 2010, rubrica L&#39;altroparlante in Terza Pagina, pag. 41) 
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         <author>vittorio_bica@hotmail.com (Vittorio Bica)</author>
         <pubDate>Wed, 02 Jun 2010 01:22:15 +0100</pubDate>
      </item>
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         <title>Commento all'articolo "Essere di sinistra e non saperlo"</title>
         <link>http://pesanervi.diodati.org/pn/?y=369#rif2457</link>
         <description>Grazie, Barbara, per il commento ricco di concetti e di spunti di discussione. Sulle origini dell&#39;attuale modo di rapportarsi alla politica dell&#39;italiano medio ci sarebbe in effetti molto da dire, e non è possibile farlo in poche righe. Concordo che la crisi della sinistra sia un fenomeno globale più che locale. La dimensione ideale sembra essere in crisi dovunque. Io non credo che sia solo una questione di opportunità politica, cioè il calcolo che parlare alla pancia degli elettori - in tempi di crassa ignoranza - assicuri più voti che il parlar difficile. Credo, piuttosto, che manchi ormai anche nei vertici politici della sinistra, quasi del tutto, un pensiero complessivo su cosa sia la società umana contemporanea, in che direzione stia andando, cosa sia o dovrebbe essere una politica di sinistra. Ma ho fiducia nell&#39;intelligenza delle nuove generazioni di immigrati. Saranno loro ad aprire gli occhi dei nostri politici, in un modo o nell&#39;altro...  </description>
         <author>info@diodati.org (Michele Diodati)</author>
         <pubDate>Fri, 21 May 2010 19:21:35 +0100</pubDate>
      </item>
      <item>
         <title>Commento all'articolo "Essere di sinistra e non saperlo"</title>
         <link>http://pesanervi.diodati.org/pn/?y=369#rif2456</link>
         <description>Il pubblico italiano accetta il privilegio e l&#39;ineguaglianza perché affronta le questioni di interesse pubblico con un atteggiamento aristocratico, estetico, retaggio di un&#39;educazione (quando c&#39;è stata, e spesso questo non si può dire) vecchia, da XIX secolo. Non è solo una questione di curriculum-programma scolastico ma di ideologia, in senso althusseriano. La storia culturale italiana è compromessa dalla contiguità geografico-politica con il Vaticano-Stato della Chiesa, dalla compenetrazione di interessi. Ma questa analisi prenderebbe pagine, ci sono complesse considerazioni storiche e materiali da fare che peraltro sono anche già state fatte... Concordo con il Suo articolo, molto chiaro, e ben argomentato. Ci sarebbe da aggiungere che la crisi della sinistra non riguarda solo l&#39;Italia purtroppo ma tutti quei paesi la cui economia partecipa alla logica capitalistica e secondo me un programma politico di sinistra dovrebbe chiarire la propria posizione anche filosofica nei confronti di questa logica, ma da anni ormai non esiste più questa volontà. Si va avanti con compromessi e aggiustamenti del momento, laddove senza ideali la politica alla lunga muore, stanca. Certo che però - e ritorno a monte del problema - la maggior parte del pubblico non è educata ad apprezzare la forza degli ideali, il valore dell&#39;utopia. Ascolta la pancia, e si sente interpellata e risponde convinta quando riconosce un discorso di matrice trascendentalista ed essenzialista, non ha il coraggio dell&#39;immaginazione, non sopporta che le sue convinzioni vengano messe in crisi, ecc. Certo che con le riforme promosse dalla Gelmini, non prevedo in arrivo generazioni di italiani più critici o consapevoli. Per parecchio tempo purtroppo. 
Ultima cosa: grazie per avermi fatto conoscere il lavoro di Paolo Sylos Labini!</description>
         <author>mbmurai2@aol.com (barbara)</author>
         <pubDate>Fri, 21 May 2010 17:56:52 +0100</pubDate>
      </item>
      <item>
         <title>Commento all'articolo "Androidi"</title>
         <link>http://pesanervi.diodati.org/pn/?y=344#rif2453</link>
         <description>Un e-book di 147 pagine sul tema andridi,è ora disponibile a questo link: http://www.slideshare.net/guest8c24/androidi-lera-dei-replicanti-iniziata-ebook-wwwolosciencecom</description>
         <author>non@inserito.info (Fausto Intilla )</author>
         <pubDate>Mon, 04 Jan 2010 11:55:23 +0100</pubDate>
      </item>
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