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Argomento: politica

Che senso ha far viaggiare la fiaccola olimpica tra ali di poliziotti e all'interno di stadi vuoti?

Leggo da fonte Adnkronos:

Staffetta blindata per la fiaccola olimpica in Pakistan

Staffetta blindatissima per la fiaccola olimpica giunta a Islamabad, dove i 66 tedofori si limiteranno a correre in uno stadio senza pubblico. Per scongiurare le proteste e i disordini che si sono avuti a Londra, Parigi e San Francisco, il governo pakistano infatti ha deciso di non far svolgere per le strade della capitale la tradizionale staffetta, ed ha chiuso la manifestazione al pubblico, riservando gli inviti solo ad autorità e media.

E' stato il presidente Pervez Musharraf, insieme al primo ministro Yousuf Raza Gillani, a consegnare la torcia al primo tedoforo, l'ex capitano della nazionale di hockey, Samiullah Khan. Dopo aver fatto il suo giro nello stadio, Khan ha passato la fiaccola a Shabana Akhtar, la prima atleta donna ad aver rappresentato il Pakistan alle Olimpiadi. E' la prima volta che si svolge una staffetta della fiaccola olimpica senza pubblico dal 1984.

[La fiaccola olimpica, dal sito ufficiale di Pechino 2008]Quello che è successo a Islamabad è la logica conseguenza degli assalti alla fiaccola olimpica, realizzati o solo minacciati, da parte dei manifestanti pro-Tibet, nelle scorse tappe di Parigi, Londra, San Francisco.

E' inevitabile, però, chiedersi a questo punto che senso ha continuare la messinscena della corsa dei tedofori.

Se è vero che il giro del mondo della fiaccola olimpica ha il senso di divulgare l'immagine dello sport come strumento di sano agonismo e occasione per cementare la fratellanza tra i popoli (nell'antica Grecia, i giochi olimpici imponevano la sospensione di ogni guerra), è evidente che, a causa delle vicende in Tibet, questo scopo è oggi completamente fallito.

La corsa degli atleti più meritevoli con la fiaccola accesa innalzata è - dovrebbe essere - una delle immagini di sport e fratellanza umana più belle e commoventi. Vedere quella fiaccola attaccata dovunque e presidiata dai poliziotti antisommossa, come se si trattasse di un membro del G8 che passa tra i no-global, è uno spettacolo che fa male al cuore.

Il passaggio della fiaccola non comunica affatto, oggi, idee di pace e di fratellanza, ma, come nello stadio vuoto di Islamabad, l'idea di uno spettacolo svuotato di significato, che deve andare avanti a tutti i costi solo perché gli sponsor e la politica hanno già pagato, così come deve andare avanti una partita di calcio a porte chiuse, una volta che il padrone dei diritti televisivi abbia versato la sua quota miliardaria alle società di calcio.

Chi sono i cattivi in tutto ciò? Non credo siano i manifestanti. Il Tibet è una regione sottoposta da anni a una privazione di autonomia da parte del governo cinese, che si è tradotta in una spoliazione senza precedenti delle tradizioni culturali e religiose del popolo tibetano. Quindi, chi ha a cuore le sorti di quel popolo non poteva non considerare il passaggio della fiaccola olimpica, con il boom di attenzione mediatica che essa comporta, come un'occasione irripetibile per attirare l'interesse del mondo sul problema-Tibet.

Restano i cinesi. Penso che la scelta del governo di Pechino di organizzare le Olimpiadi del 2008 sia stato uno dei più clamorosi autogol che la storia politica del mondo abbia mai visto. Una nazione in cui di fatto non esiste la democrazia, per di più falcidiata da problemi di inquinamento epocali, ha deciso di sua spontanea volontà di mettersi sotto i riflettori del mondo. Cosa si aspettavano i dirigenti politici che hanno operato questa scelta? Pensavano forse nel 2008 di poter far passare sui televisori del pianeta la stessa immagine di propaganda trionfale che il nazionalsocialismo hitleriano mise in scena nelle Olimpiadi del 1936 a Berlino? Eppure anche allora vi fu qualcosa che andò storto: il nero Jesse Owens conquistò quattro medaglie d'oro, battendo nella finale di salto in alto proprio un tedesco, Ludwig "Luz" Long, alla faccia della presunta superiorità innata della razza ariana, cavallo di battaglia dell'ideologia nazista.

In conclusione, farebbero miglior figura il governo di Pechino e il Comitato olimpico se sospendessero l'inutile viaggio della fiaccola olimpica attraverso i quattro continenti. La fiaccola dovrebbe procedere tra ali di folla che applaude e lanci di fiori, non in mezzo a truppe superaddestrate di poliziotti antisommossa.

Se il tedoforo non può correre in pace, è meglio che non corra per niente.

Articolo di Michele Diodati pubblicato il  17/4/2008 alle ore 9,49.

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