Salve, mi chiamo Massimiliano, volevo solo informare che il 27 giugno prossimo presso la Sala Zenzero a Genova in Via Torti 35 organizziamo una serata di sensibilizzazione e autofinanziamento a favore di Animals Asia Foundation, con proiezione video sulla liberazione degli orsi delle fattorie della bile, buffet vegetariano, documentazione animalista
Speriamo di essere numerosi, per contribuire ed informare
Grazie, buona giornata a tutti
ciao a tutti! dal marzo 2007, Animals ASia Foundation ha anche un supporter a Milano. Chiunque voglia avere informazioni sugli orsi, può contattare anche me: danibellon@libero.it. Più siamo e più la nostra voce diventerà forte.
Giacomo, complimenti a te e a tutta la 3° L. La vostra cifra "astronomica" farà sicuramente comodo a Jill Robinson per continuare la sua battaglia (davvero molto difficile e impegnativa).
Questa tortura è una follia umana peggio, ormai, alla sterminazione degli ebrei fatta da Hitler. Queste povere creature sono costrette a soffrire in gabbie così piccole che non ci entrerebbe più neanche una mano. Perciò a nome mio e della mia classe 3°L della scuola F.LLI Pizzigotti stimiamo moltissimo Jill Robinson e tutti i suoi collaboratori per tutto quello che fanno per gli orsi, ma non solo,.a per tutti gli altri animali.Per questo abbiamo fatto una colletta per salvare gli orsi ed, insieme ad altre classi, siamo riusciti a raccogliere una cifra astronomica. arrivederci e grazie. Giacomo Rivani e la classe 3°L
Brave, Nadia e Laura!
E' molto bello vedere in delle ragazze giovani come voi una sensibilità così matura verso le sofferenze degli animali. La donazione che avete fatto fa onore a voi e alla vostra classe. Vi invito a fare tesoro di questa esperienza, cercando, nell'ambito delle vostre amicizie e conoscenze, di sensibilizzare altre persone al problema degli orsi torturati e, più in generale, al rispetto della natura e degli animali.
Noi pensiamo che questa tortura sia assolutamente orrenda e inutile, perchè è assolutamente disumano trattare degli orsi in questo modo. Ed ecco il motivo per cui la nostra scuola F.Pizzigotti sta facendo una donazione per questi poveri orsi costretti a passare la loro vita in gabbie più piccole di loro con torture indescrivibili.Noi abbiamo partecipato a questa donazione per gli orsi,perchè amiamo gli animali ed è orribile anche solo pensare che degli esseri viventi vengano trattati in questo modo. Con affetto e comprensione Laura 94 e Nadia 93.
E' vero, c'è bisogno di una prospettiva etica e di un rapporto con la natura e gli animali completamente differente. Personalmente, però, vorrei che gli esseri umani, ancor più che per ragioni etiche di ordine generale o per calcoli di integrazione utilitaristica con l'ambiente e la natura, cessassero di torturare gli animali per una ragione diversa: cioè per l'aver sviluppato finalmente la capacità di compatire: cioè di mettersi al posto dell'essere vivente che si sta torturando.
Non dico certo che bisogna arrivare ai limiti dei giainisti, che spazzano la terra dove camminano per non uccidere gli insetti oppure mettono una mascherina davanti alla bocca per non uccidere i microbi. Tuttavia, quando un uomo riesce ad ammazzare e spellare vivo un procione nei modi mostrati dal filmato citato in un altro mio articolo, oppure quando altri uomini catturano cani e gatti e li mettono vivi in gabbie microscopiche e poi li scaraventano dai camion chiusi in quelle gabbie, fratturandogli le zampe, vuol dire che siamo in presenza di gente primitiva: persone che vivono in uno stadio di coscienza così primordiale da aver reso abitudinario un comportamento che dovrebbe far solo inorridire. Qui non si tratta di etica o di sviluppo sostenibile, si tratta piuttosto di imparare a provare pietà.
Si Michele, non volevo fare una classifica o paragoni. Il caso che riporti è veramente limite. Solo mi sono venute in mente, purtroppo, varie associazioni di idee, perché il rapporto di molti esseri umani con la natura che ci circonda è agghiacciante. Se non si ha una sensibilità etica in questo campo dovrebbe almeno prevalere una prospettiva di non brevissimo termine, per la sopravvivenza e la qualità della vita propria e delle generazioni future.
E' vero, Marcello, il mio racconto richiama molte altre storie di torture e violenze ingiustificabili contro gli animali. Penso però che gli orsi da bile, rispetto a tutti gli altri animali torturati, siano i più sfortunati: il loro tormento è infatti un'agonia quotidiana che può durare non di rado oltre dieci anni. Moltissimi tipi di animali vengono ammazzati nei modi più atroci per gli scopi commerciali più disparati, ma nessuna tortura, per quanto io ne sappia, riesce a durare così tanto.
Il tuo articolo mi ha fatto pensare alle oche ipernutrite a forza con i tubi per far loro ammalare (ingrossare) il fegato allo scopo di aumentare la resa ed il contenuto di grasso nella produzione di Pâté de foie gras [1].
Il collegamento di idee è andato anche alle galline (ed altri animali) allevate in batteria, agli animali esotici importati clandestinamente in spregio della convenzione CITES [2], con mortalità elevate durante il viaggio come ai tempi della tratta degli schiavi, alla moda delle pellicce, ai viaggi lager degli animali da macello extracomunitari ed importati cladestinamente nella UE, al massacro fino a minaccia di estizione degli squali per la pinna, dei rinoceronti per il corno, degli elefanti, trichechi e narvali per l'avorio, dei..., dei..., dei..., a..., a..., a...
Poi ci stupiamo che la natura trova il modo di ribellarsi, ad esempio con "la mucca pazza".
A furia di nutrire i bovini (vegetariani) con mangimi contenenti carne doveva pur succedere qualcosa...
Grazie a Old Jacques, adesso ho anche la traduzione in inglese del mio racconto, che pubblicherò qui fra non molto. Chiedo a chiunque legga di dargli la massima diffusione: penso infatti che un racconto come questo possa aiutare a scuotere le coscienze più della semplice cronaca - per quanto agghiacciante - dei casi noti di torture inflitte agli orsi.
Michele mi hai fatto accapponare la pelle, inoltre mi sta andando per traverso il cibo. Be è ben poca cosa, ciò che subiscono quegli orsi rendono nullo il mio stato d'animo attuale.
Sono venuta a conoscenza degli orrori delle "fattorie della bile" solo qualche settimana fa, quando alla trasmissione "Animali e animali", Licia Colò ha presentato Jill Robinson, la signora inglese che ha dato vita all'associazione "Animals Asia Foundation" che si occupa appunto della liberazione e del recupero dei poveri orsi cinesi.
Il bisogno di dovermi impegnare attivamente per loro, senza fermarmi al semplice bonifico in favore dell'associazione, è stato travolgente. Ho preso quindi contatti con "Animals Asia Foundation" per potere fondare in Italia un "support group" così come ne esistono in tanti altri paesi del mondo.
L'attività del "support group" è finalizzata alla raccolta di fondi per sostenere l'eroico lavoro compiuto da Jill Robinson e dal suo team ed alla divulgazione delle immani sofferenze patite dagli orsi delle fattorie della bile.
Chiunque e in qualsiasi modo voglia darmi una mano può contattarmi scrivendo al mio indirizzo di posta elettronica che è: chiara.catapano@aliceposta.it
Commento di leila all'articolo Madri che uccidono i figli (30/6/2010 ore 18,36) sono rimasta sconvolta da questi articoli, oddio io sto tutto il gg kon i miei figli uno a 13 mesi e (...)
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di cui non si può parlare, si deve tacere.
Ludwig Wittgenstein, Tractatus logico-philosophicus, prefazione